Padelle antiaderenti

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Padelle antiaderenti, le migliori alleate in cucina.

Le padelle antiaderenti sono le alleate dei fornelli per cuocere i cibi evitando che questi si attacchino al fondo.

Le origini delle padelle antiaderenti sono da cercare nell’antica Roma. A quanto, pare gli archeologi hanno ritrovato antichi testi dove Apicio, cuoco dell’epoca, suggeriva delle teglie dal fondo rosso, le cumae testae per eseguire alcuni piatti.

Proprio a Cuma, vi erano le officine che le esportavano per tutto l’Impero, l’Africa e la Britannia.

Il fondo delle prime padelle antiaderenti era fatto di una pellicola dal colore rosso, in grado di isolare e non attaccare gli ingredienti al fondo.

I Romani buon gustai portavano così a tavola stufati di carne, verdure e formaggi cotti a fuoco lento e intatti nel loro gusto e proprietà.

Oggi, le padelle antiaderenti hanno il fondo in politetrafluoroetilene o meglio conosciuto come teflon.

Questo, è un materiale plastico dalla caratteristica idrorepellente che dà la possibilità al cibo di essere cotto senza attaccarsi sul fondo.

Il teflon nasce nel 1938, quando il chimico statunitense Roy Plunkett. Mentre lavorava per conto della DuPont a un refrigerante, osservò che uno dei gas impiegati si era solidificato generando una sostanza cui caratteristiche erano la resistenza al calori e antiaderente.

Negli anni ’60, il materiale ha iniziato il suo esordio industriale per realizzare pentole e utensili da cucina.

Numerose sono state nel corso del tempo le discussioni circa la bontà del prodotto e i suoi effetti di alterazione sul cibo, ma a quanto pare rimane sempre sulla cresta dell’onda del mercato.

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